#Trasporti&Problematiche

Tempesta perfetta in corso. Il settore dell’autotrasporto dove e come può ripararsi?

La “Tempesta perfetta” si è abbattuta sul settore dell’autotrasporto. A scatenarla è stata una concomitanza di cause. In questo periodo, alle insufficienze strutturali con cause note ormai da parecchi anni, si sono sommati eventi come le manifestazioni di protesta organizzate dagli autotrasportatori in alcune zone d’Italia.

Si stanno evidenziando – e ingigantendo – problematiche come la carenza di autisti che provoca uno sbilanciamento nel mercato del lavoro tra domanda e offerta, con un conseguente aumento dei costi da parte delle aziende di autotrasporto nei confronti dei propri dipendenti.

Non possiamo dimenticare il rincaro del gasolio che in un anno è aumentato di quasi il 40%, senza accennare a diminuire, anzi. Oltre alle motivazioni correlate alla forte richiesta di petrolio dovuta alla ripresa generale dell’economia, purtroppo le vicende geopolitiche in corso si traducono in un’impennata crescente dei prezzi. Aumento che va di pari passo con quello dei costi di tutti i derivati del petrolio, naturalmente. Al primo posto di una lunga lista collochiamo gli pneumatici che nel solo 2021 sono aumentati di oltre il 20%. Seguono gli oli lubrificanti che, insieme a tutto il resto, concorrono a far lievitare i costi delle aziende fino al 15%.

In cosa si traduce il tutto? In aumenti a cascata sulle tariffe applicate ai propri committenti che a loro volta non riescono ad assorbire: si tratta spesso di consegne di ordini acquisiti nei mesi precedenti e legati a contratti basati su stime di costi inferiori. Costi che adesso sono lievitati, scatenando la tempesta di cui sopra, in un settore come il nostro, in cui è particolarmente difficile fare calcoli e previsioni che permettano di imporre costi adeguati.

Il solo metodo ricorrente nel settore dell’autotrasporto consiste nell’applicare con coscienza l’aumento tariffario necessario per continuare a sopravvivere.

È naturale che scaturiscano le proteste spontanee di diversi trasportatori. Proteste non riconducibili alle categorie associative, ma spesso animate da singoli o piccoli gruppi che esasperati dalla situazione, hanno deciso di manifestare il proprio malessere a volte anche in modo violento.

A ciò aggiungiamo che l’attuale andamento dei costi aumenta i tassi di interesse con un ulteriore effetto inflattivo.

L’azienda di trasporti si ritrova quindi in una centrifuga, all’interno della quale continua a rincorrere un margine di guadagno che non vedrà mai poiché, appena raggiunto, sarà già superato dal continuo aumento dei costi.

Questi esempi per sottolineare le criticità di un settore vitale come il trasporto merci in Italia, che dovrebbe essere tutelato maggiormente diminuendo così le conflittualità con la propria committenza.

A questo proposito la questione dovrebbe essere risolta coinvolgendo il sistema economico del paese. Urgono soluzioni che probabilmente vanno individuate attraverso regole applicabili con strumenti certi che possano consentire alla categoria di esercitare la propria attività in sicurezza e con una corretta remunerazione. Nell’interesse dell’economia del nostro Paese.

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