#Logistica&Territorio

L’efficienza della Logistica durante la raccolta di pomodori.

Nel nostro territorio, da Parma a Piacenza fino alle zone limitrofe, c’è un’intensa coltivazione di pomodoro che, proprio in questo periodo di fine estate, è giunto a maturazione. Può essere molto utile fornire una fotografia di come la logistica si muove in questo contesto, cercando di rispondere con efficienza e collaborazione alle esigenze delle aziende di trasformazione del pomodoro fresco in prodotti derivati (polpa, passata, conserve, ecc..).

Partiamo da un dato: il 70-75% del pomodoro viene raccolto e lavorato in questa stagione. Praticamente le aziende cercano di produrre il più possibile il loro prodotto finito e semilavorato durante la campagna di agosto e settembre per mantenere alta la qualità della materia prima, che viene processata attraverso un’unica lavorazione. Questo comporta un periodo di intensa attività sia per le aziende di trasformazione e sia, anzi soprattutto, per chi segue la logistica, che ha il fondamentale compito di coordinare chi si occupa della raccolta dei pomodori e le aziende che devono trasformarlo. La logistica è l’ingranaggio che collega queste due fasi e da cui dipende il successo di tutta la filiera.

La nostra esperienza ci insegna che da un lato è fondamentale interfacciarsi direttamente con i vari contadini quando il prodotto è stato raccolto per sapere se i contenitori sono pronti per essere trasportati, dall’altro è essenziale relazionarsi con le aziende – H24, 7 giorni su 7 – per capire i loro tempi e le loro esigenze. Per esempio, può capitare che l’azienda ha già troppo pomodoro e non è in grado di poter lavorare nuovi carichi, quindi il trasportatore deve essere consapevole e disponibile ad attendere qualche ora per il conferimento della materia prima. Ma entriamo più nel dettaglio.

Quello di cui si è parlato finora è l’inbound, cioè la logistica di ingresso, in questo caso del pomodoro raccolto, nell’azienda che segue la trasformazione. L’outbound, ossia la logistica di uscita del prodotto trasformato, ha una dinamica ancora più prolungata nel tempo; se il 70-75% della trasformazione avviene tra agosto e settembre, la vendita – quindi l’uscita – e la distribuzione del prodotto sarà spalmata nei 10 mesi successivi.

Occorre quindi un forte impegno da parte degli operatori della logistica nell’andare a fine linea di produzione per prendere tutto il prodotto confezionato e portarlo nei magazzini di stoccaggio dove la merce viene immagazzinata. Questo passaggio segue il metodo FIFO (First In – First Out), ovvero il primo che viene prodotto sarà anche il primo ad uscire sul mercato, identificato tramite i lotti di produzione, fondamentali per la tracciabilità

Lanzi Logistica

Trattandosi di prodotti alimentari, ogni singolo bancale deve avere un suo codice, solitamente a barre, che deve essere tracciato in ingresso e in uscita in modo da risalire in ogni momento al prodotto e al lotto di produzione e poterlo ritirare nel caso ci siano delle problematiche di vario tipo.

Probabilmente ti starai chiedendo che fine fa il 25-30% che non viene consegnato e lavorato durante la campagna stagionale. Praticamente viene processato durante l’anno: il prodotto finito sarà figlio dei semi-lavorati, che vengono conservati in fusti da 200 litri (4 per bancale, solitamente verdi o blu) e durante l’anno vengono ripresi per essere rilavorati.

Sicuramente questo compromette la qualità del prodotto finale, che non sarà mai all’altezza del prodotto finale processato e confezionato durante la campagna stagionale. Per di più, rilavorare il prodotto prevede costi aggiuntivi per l’azienda. Ragione in più che spinge a processare il massimo della quantità di pomodoro durante la stagione.

Non è comunque possibile – e nemmeno indicato – processare e confezionare il 100% del prodotto in un colpo solo poiché durante l’anno le preferenze del consumatore possono cambiare; l’azienda deve tenere un proprio margine d’azione per adattarsi alle nuove tendenze di gusto e puntare sui prodotti finiti più richiesti.

Di fatto, se si riesce a gestire ¾ della lavorazione del pomodoro in 2 mesi è grazie alla logistica, che ricopre un ruolo essenziale affinché la filiera produttiva possa funzionare correttamente.

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